Mi fa piacere pubblicare un articolo del mio caro amico Francesco Murana uscito questa settimana sul giornale diocesano L’Arborense. Mi fa piacere pubblicarlo perchè condivido ciò che dice e voglio rendere fruibile questa lettura anche a chi non legge L’Arborense, ma visita questo blog.
Tres amores tiene ‘o Nicaragua
Abbiamo avuto, a Cagliari, presso il Santuario della Madonna di Bonaria, la visita del Papa, il successore di Pietro. Ho sempre avuto un profondo rispetto per questo Ministero, per questo servizio alla Chiesa: essere Pontefice. Nessun carisma gli assomiglia né lo eguaglia: il Papa è uno, così come Pietro è uno. La responsabilità è una e unica. Almeno quattro sono invece i referenti che il Pontefice deve considerare: il Gesù dei Vangeli, il Pietro dei Vangeli, la Tradizione Pontificio-ecclesiale ormai bimillenaria, il bene della Chiesa Universale.
Ho avuto la possibilità storica di stare accanto a Giovanni Paolo II e, se lui guardava me come “Franco la guardia” (così ormai mi identificava) io, dal mio piccolo posto di seminarista (erano gli anni ‘80) guardavo lui ed il suo Ministero. Ho avuto il privilegio nei miei primi anni di seminario di frequentare il Palazzo Pontificio: conosco a memoria le Loggie di Raffaello ed avevo “accesso giustificato”.
Io, nella mia austerità che ancora oggi conservo e difendo dalle lusinghe dell’effimero, (compresi i titoli “ecclesiastici”) ho considerato tutto questo un dono ed una parentesi (bella) della mia vita. Bella per il luogo, per l’arte che traboccava, per la storia. Meno per la fauna che si incontrava… Quando sono venuto in Diocesi di Oristano (venuto, non tornato, perchè ero incardinato per la Diocesi di Roma ed ho deciso io di venire in questa Diocesi) ho ritrovato quella fauna di aspiranti monsegneurs sbavanti per una nomina, per un incarico anche virtuale purchè comparisse nell’annuario diocesano. Ed in questo corto circuito mentale pochi si salvano e sanno dare il nessun peso che merita tutto questo gioco che è totalmente estraneo alla logica evangelica del servizio al Regno di Dio, al Vangelo ed ai fratelli da cercare nelle comunità parrocchiali.
Io cos’altro posso dire se non che sono stufo marcio di chi usa la Chiesa per atteggiarsi e fare i suoi comodi facendoci pesare che esiste anzichè servire il Vangelo? Questo direi al Santo Padre se avessi la possibilità di trenta secondi davanti a lui: ciò che Lei dice è vero ed è bello, ma la nostra esperienza quotidiana è altro Santità: ho passato notti a battere i denti per il freddo in Barbagia e “gli obbedienti a tutto” in Bambagia, nei “posti giusti”, gonfi di fasce ed onori, accreditati dai titoli che voi avete inventato. E Lei, Santità incontrerà loro, non noi.
Io sono altrove. In tanti siamo altrove. Abbiamo le cose che ci servono (la Sacra Scrittura, i Sacramenti, la Comunità dove tentare l’avventura dell’amore); scusateci se ormai di tutto il resto dubitiamo e – fino a prova contraria – restiamo indifferenti e impermeabili.
Quando Giovanni Paolo negli anni 80 si recò in Nicaragua, il Cardinale lo accolse con queste parole:
“Santidad! Tres amores tene u Nicaragua! El primero por el Corazòn de Gesùs!… El segundo por la Virgen Maria! E il terzeiro por el Papa!!! Santidad!!!!!”
E tutto intorno c’era la gente che gridava in coro “Poder popular! Poder popular!”
Sendero Luminoso gridava più forte. I Papi si devono difendere dalle rosee iperbole di chi è accreditato a dirgliele.

luglio 11th, 2009 at 06:04
“Io cos’altro posso dire se non che sono stufo marcio di chi usa la Chiesa per atteggiarsi e fare i suoi comodi facendoci pesare che esiste anzichè servire il Vangelo? Questo direi al Santo Padre se avessi la possibilità di trenta secondi davanti a lui: ciò che Lei dice è vero ed è bello, ma la nostra esperienza quotidiana è altro Santità: ho passato notti a battere” di Francesco Murana.
E’ un pensiero che continuamente travolge chi si dedica completamente a DIO ? La risposta è nel credo… e la soluzione e nel triduo “FEDE SPERANZA e CARITA’”. Siamo soldati di CRISTO GESU’ e dobbiamo lottare sino alla fine. Lo SPIRITO SANTO c’è è in mezzo a noi utilizziamo i Doni che Lui stesso ci dà …… GRAZIE Francesco.